La sostenibilità ambientale rappresenta una delle sfide più complesse per il sistema produttivo europeo. Un percorso necessario, ma che secondo molte imprese deve essere accompagnato da strumenti concreti capaci di garantire competitività e continuità industriale. È questo il tema al centro del tavolo tecnico organizzato nella sede di Confindustria Bari e BAT nell’ambito delle attività del Tavolo Sostenibilità.
All’incontro hanno partecipato la vicepresidente nazionale di Confindustria con delega all’ESG Lara Ponti e Marco Ravazzolo, direttore dell’Area Politiche per l’Ambiente, l’Energia e la Mobilità, insieme alla vicepresidente di Confindustria Bari e BAT con delega alla sostenibilità Teresa Caradonna.
Il confronto ha affrontato uno dei nodi centrali del dibattito industriale europeo: il rapporto tra sostenibilità ambientale e competitività delle imprese. Negli ultimi anni l’Unione Europea ha costruito un sistema normativo articolato per guidare la transizione ecologica, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e accelerare la trasformazione dei modelli produttivi.
Secondo le imprese, tuttavia, questo sistema rischia in alcuni casi di diventare particolarmente complesso e oneroso. La sfida, emersa dal confronto, è riuscire a tenere insieme tre dimensioni fondamentali: sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni e autonomia strategica dell’Europa.
Il cambiamento climatico e il riscaldamento globale rappresentano infatti una sfida concreta e già oggi comportano costi economici rilevanti. Allo stesso tempo, però, le imprese chiedono che la transizione venga accompagnata da politiche industriali capaci di sostenere gli investimenti e preservare la competitività del sistema produttivo europeo.
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare i risultati di una prima indagine condotta tra le aziende associate di Confindustria Bari e BAT per comprendere il livello di diffusione delle pratiche ESG nel tessuto imprenditoriale locale.
Dall’analisi emerge innanzitutto una partecipazione trasversale dei diversi settori produttivi. I comparti più rappresentati nell’indagine sono stati quello meccanico e manifatturiero, con 26 aziende, e il settore ICT e software con 18 imprese, seguiti da consulenza e servizi, industria alimentare e altri comparti produttivi. Il dato conferma come il tema della sostenibilità non riguardi più soltanto alcuni ambiti industriali specifici ma attraversi ormai l’intero sistema economico.
Sul piano della consapevolezza ESG, i risultati mostrano segnali di crescente attenzione da parte delle aziende. L’83% delle imprese coinvolte ha dichiarato di adottare pratiche sociali, legate ad esempio alla responsabilità sociale d’impresa, alla formazione e al benessere dei lavoratori. Parallelamente, il 76% ha già implementato azioni ambientali concrete, come interventi di riduzione dei consumi energetici, gestione dei rifiuti o miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi.
Nonostante i segnali positivi, i dati evidenziano anche come il percorso verso strategie ESG pienamente strutturate sia ancora in evoluzione. Il livello medio di maturità ESG delle imprese analizzate si attesta infatti su 2,9 punti su 5, indicando un sistema produttivo in una fase intermedia del processo di trasformazione.
Nel dettaglio, circa il 35% delle imprese si trova ancora in una fase iniziale, caratterizzata da azioni sporadiche e non integrate nei processi aziendali. Un altro 40% delle aziende è invece in una fase di transizione, con una consapevolezza crescente e un processo di strutturazione delle strategie ESG in corso. Solo il 25% delle imprese può essere considerato in una fase avanzata, con strategie di sostenibilità formalizzate e monitorate nel tempo.
Il quadro complessivo mostra quindi un sistema imprenditoriale che ha avviato il percorso verso la sostenibilità ma che presenta ancora ampi margini di crescita, soprattutto sul piano della governance e della misurazione degli impatti.
Proprio la capacità di misurare le performance ambientali e organizzative rappresenta uno degli aspetti più rilevanti per le imprese. Monitorare indicatori come consumi energetici, produzione di rifiuti, emissioni o modelli di governance consente infatti alle aziende di definire obiettivi concreti e strategie di miglioramento.
Allo stesso tempo, il percorso ESG richiede un investimento significativo anche sul capitale umano. Le imprese che puntano sulla formazione e sulla valorizzazione delle competenze interne incontrano meno difficoltà nell’attrarre e trattenere talenti e riescono ad affrontare con maggiore efficacia le sfide della trasformazione sostenibile.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio avviato da Confindustria Bari e BAT per accompagnare le imprese del territorio nel processo di transizione ecologica. L’obiettivo del Tavolo Sostenibilità è quello di raccogliere dati, individuare le criticità più urgenti e sviluppare strumenti di supporto sempre più mirati per il sistema produttivo locale.
Dal confronto emerge un messaggio chiaro: la sostenibilità rappresenta ormai una direzione obbligata per l’economia europea. La vera sfida, per imprese e istituzioni, sarà riuscire a trasformare questo cambiamento in un fattore di innovazione e crescita, evitando che diventi un ulteriore elemento di svantaggio competitivo per il sistema industriale.




