La Regione Puglia compie un passo importante nella lotta all’erosione costiera finanziando i primi quattro interventi strutturali dedicati alla difesa del litorale. Circa 16 milioni di euro provenienti dal Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 andranno ai Comuni di Rodi Garganico, Zapponeta, Massafra e Ostuni, scelti perché in grado di avviare da subito lavori ritenuti urgenti e strategici.
La decisione arriva in un momento in cui la fragilità delle coste italiane è nuovamente sotto i riflettori, complice il susseguirsi di mareggiate ed eventi meteo estremi che stanno danneggiando interi territori. E i dati non lasciano spazio a dubbi: secondo l’ultimo rapporto ISPRA, tra il 2006 e il 2020 la Puglia ha perso 31 chilometri di costa, uno dei peggiori bilanci a livello nazionale. Un fenomeno già in atto, che non riguarda il futuro ma il presente.
È in questo quadro che la Regione ha scelto di inserire la difesa della costa all’interno dell’obiettivo europeo “Un’Europa più verde”, trasformandola in una priorità politica e non più in una risposta emergenziale. “Il cambiamento climatico si affronta con la programmazione e non inseguendo le emergenze”, ha commentato l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese, sottolineando come queste risorse europee serviranno a proteggere comunità, infrastrutture ed economie costiere prima che gli eventi estremi provochino danni irreversibili.
Gli interventi finanziati riguardano tutti tratti di “costa bassa”, dove il mare avanza di anno in anno erodendo spiagge sabbiose, arenili di ciottoli e zone miste, mettendo a rischio strade, accessi al mare, aree naturali e attività turistiche. A Rodi Garganico si interverrà a sud del porto turistico, dove correnti e mareggiate spostano grandi quantità di sabbia creando erosione e accumuli irregolari: qui le opere serviranno a rallentare la forza del mare e a ricostruire naturalmente la spiaggia, proteggendo anche le infrastrutture vicine.
A Massafra si punta a riequilibrare il delicato rapporto tra la foce del Canale Armato, la spiaggia e la zona umida retrostante, un tratto in cui l’arenile negli anni si è progressivamente ridotto. Il progetto prevede soluzioni di difesa costiera integrate con interventi di recupero ambientale e fruizione sostenibile, privilegiando approcci più naturali e meno impattanti.
A Zapponeta, dove il mare ha continuato ad avanzare nonostante le difese esistenti, verranno realizzate barriere sommerse in grado di spezzare la forza delle onde prima che raggiungano la riva, favorendo il deposito della sabbia e restituendo stabilità al litorale utilizzato per la balneazione.
Ad Ostuni, infine, la Regione finanzia le opere destinate a proteggere e rafforzare spiagge libere e cordoni dunali nella zona a nord di Torre San Leonardo. Previste barriere non visibili dalla riva, interventi di rinaturalizzazione con vegetazione autoctona e passerelle in legno per una fruizione più ordinata e rispettosa di uno dei tratti più suggestivi e delicati dell’Adriatico pugliese.
L’assessora con delega alle Politiche per il mare e la costa, Marina Leuzzi, parla di un intervento “lungimirante”, ricordando come in questi giorni la costa salentina stia affrontando frane e mareggiate che colpiscono abitazioni e strutture realizzate in passato sulle antiche dune. “Non si tratta di episodi isolati – ha spiegato – ma di un fenomeno che coinvolge molte porzioni del nostro litorale e che richiede risposte strutturate e coordinate”.
Non tutti i progetti presentati, però, saranno finanziati in questa prima fase. L’istruttoria ha individuato anche alcune proposte ammissibili ma escluse per esaurimento delle risorse: quelle dei Comuni di Ugento, Lecce e Melendugno, per un totale di circa 14,5 milioni di euro. Per Ugento, in particolare, resta aperta la possibilità di procedere attraverso un cofinanziamento comunale, oppure di attendere un eventuale incremento della dotazione regionale.
Con questi primi interventi, la Puglia inaugura una stagione nuova nella gestione della propria costa: una difesa strutturale, programmata e orientata alla sostenibilità, che punta a trasformare un’emergenza ricorrente in una strategia di lungo periodo per tutelare territorio, comunità e patrimonio naturale.




