L’intelligenza artificiale simbiotica: innovazione al servizio della medicina centrata sulla persona.
A parlarne è la Prof.ssa Rosa Lanzilotti, responsabile scientifica WP 6.1 del progetto FAIR (Future Artificial Intelligence Research).
Nel mondo della medicina, l’Intelligenza Artificiale non può — e non deve — sostituire i medici. Non per limiti tecnici, ma per responsabilità etiche, contesto clinico e intuizione umana.
È qui che nasce l’Intelligenza Artificiale simbiotica, un nuovo approccio che supera l’idea di automazione per abbracciare la collaborazione tra medico e tecnologia: l’IA apprende dal professionista, il professionista potenzia il suo operato grazie all’IA.
Un esempio concreto? RINOCIT, il sistema sviluppato nell’ambito del progetto FAIR per supportare i medici nella diagnosi in rinocitologia. Un modello di interazione in tre fasi — esplorazione, chiarimento, riconfigurazione — che permette al medico di guidare, correggere e far evolvere l’IA nel tempo.
È la medicina del futuro? No: è il presente che vogliamo costruire, insieme.
Uomo e macchina, in un rapporto di fiducia, consapevolezza e crescita reciproca.



