La Delegazione di Bari della Fondazione Umberto Veronesi ETS investe nel futuro della scienza
“Il cancro non si combatte da soli, ma insieme. Con la forza della ricerca.”
— Umberto Veronesi
Nel cuore della Puglia, Irma Melini, responsabile della Delegazione di Bari della Fondazione Umberto Veronesi ETS rinnova il proprio impegno concreto a favore della ricerca scientifica, sostenendo due giovani studiosi che, grazie ai fondi raccolti nel 2024, stanno contribuendo nel 2025 a far avanzare la lotta contro il cancro e le malattie ambientali emergenti.
Fondata nel 2003 dal professor Umberto Veronesi, la Fondazione nasce con l’obiettivo di finanziare la ricerca scientifica per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori, ma anche di promuovere una cultura della salute attraverso campagne educative e una divulgazione chiara e autorevole.
Oggi, come allora, la Fondazione rappresenta un punto di riferimento nazionale per la scienza al servizio della vita, sostenendo i migliori ricercatori e traducendo la conoscenza in progresso medico e sociale.
La ricerca come impresa collettiva –
La missione della Fondazione è fondata su un principio semplice ma essenziale: la scienza è un’impresa collettiva. Il lavoro di squadra, la condivisione del sapere e la sinergia tra discipline diverse sono gli strumenti che permettono di affrontare le sfide più complesse della medicina contemporanea. Ogni anno, la Fondazione seleziona con criteri rigorosi i ricercatori più promettenti, valutando la qualità del loro percorso accademico, delle pubblicazioni e dei laboratori in cui operano. I progetti finanziati puntano a un rapido trasferimento dei risultati dalla ricerca di base alla pratica clinica, accelerando l’impatto reale della scienza sulla vita dei pazienti.
Divulgare la scienza per costruire consapevolezza
Accanto al sostegno economico alla ricerca, la Fondazione Umberto Veronesi considera la divulgazione scientifica un pilastro del proprio operato. Solo una società scientificamente informata può fare scelte consapevoli e basate sull’evidenza. Tra le principali attività figurano: Progetti per le scuole, per avvicinare gli studenti al metodo scientifico e alla cultura della salute; Programmi per le aziende, che promuovono la responsabilità sociale d’impresa; Eventi pubblici e campagne social, per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della prevenzione e della ricerca biomedica; Attività editoriali e digitali, con articoli e approfondimenti accessibili ma scientificamente rigorosi.
Il cancro: una sfida ancora aperta
Il Rapporto AIOM-AIRTUM 2024 stima circa 390.000 nuove diagnosi di tumore in Italia. Grazie ai progressi della ricerca, la sopravvivenza a cinque anni è cresciuta in modo significativo. A confermarlo, il prof.Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Veronesi, che evidenzia come, per esempio, il tumore alla mammella abbia raggiunto una sopravvivenza dell’88% e quello alla prostata del 91%, contro il 46% e il 60% registrati negli anni ’80. Tuttavia, alcune forme restano di difficile trattamento, come i tumori al pancreas (11,5%) o al polmone (intorno al 23% per le donne e al 24% per gli uomini). In questo scenario, il ruolo di enti come la Fondazione Veronesi è cruciale: investire nella ricerca significa dare tempo, vita e speranza a milioni di persone.
La prevenzione come prima cura
Si stima che fino al 40% dei tumori potrebbe essere evitato con uno stile di vita più sano. Fumo, alimentazione scorretta, sedentarietà e consumo di alcol restano i principali fattori di rischio. La ricerca sulla prevenzione, finanziata e promossa dalla Fondazione, mira a fornire strategie sempre più personalizzate e scientificamente fondate per ridurre l’incidenza delle malattie oncologiche.
L’impegno della Delegazione di Bari: due giovani ricercatori in prima linea
Nel 2025, grazie ai fondi raccolti sul territorio, la Delegazione di Bari sostiene due giovani scienziati pugliesi impegnati in progetti di frontiera.
Colpire il gene EGLN1 nei macrofagi per trattare il cancro al polmone
Giulio Verna ( Nato a Putignano (BA) nel 1991, Laureato in Biotecnologie Mediche e Medicina Molecolare presso l’Università di Bari Aldo Moro, PhD in Scienze del Farmaco presso l’Università di Salerno), è uno dei due ricercatori che usufruirà dei fondi della ricerca per sviluppare il suo progetto che si svolge presso l’Azienda Unità Sanitaria Locale – IRCCS di Reggio Emilia e che mira a esplorare una nuova strategia terapeutica per il cancro al polmone, ancora oggi la prima causa di morte per tumore. L’obiettivo è valutare l’utilizzo di inibitori del gene EGLN1 per “riprogrammare” i macrofagi — cellule immunitarie che, anziché difendere l’organismo, possono essere manipolate dal tumore per favorirne la crescita. Bloccando EGLN1, già noto per la sua implicazione nelle forme a prognosi peggiore, si punta a invertire il comportamento di queste cellule e trasformarle in alleate della terapia. Farmaci che agiscono su EGLN1 sono già in commercio per trattare l’anemia cronica, e potrebbero dunque essere rapidamente riadattati per l’oncologia.
“Rafforzare” gli organi per resistere alla contaminazione da PFAS
Annamaria Tolomeo ( Nata a Campi Salentina (LE) nel 1984, Laureata in Biologia dell’Evoluzione e PhD in Medicina dello Sviluppo presso l’Università di Padova, è la seconda ricercatrice che usufruirà dei fondi per la ricerca e studia gli effetti delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), composti chimici industriali oggi diffusi in tutto il pianeta e associati a stress ossidativo e tumori maligni. Il suo progetto mira a creare dei veri e propri “nanoscudi”, nanoparticelle capaci di rafforzare le barriere cellulari e rendere gli organi più resistenti alla contaminazione da PFAS. Attraverso un modello di tessuto intestinale biostampato in vitro, Tolomeo valuterà l’efficacia di queste nanoparticelle nel ripristinare la barriera intestinale danneggiata. Un passo avanti verso nuove strategie preventive e terapeutiche contro l’inquinamento chimico e le sue conseguenze sulla salute umana.
Un futuro che nasce dal territorio
Il lavoro della Delegazione di Bari dimostra come la ricerca scientifica non sia un concetto astratto, ma una responsabilità condivisa. Ogni donazione, ogni evento e ogni iniziativa locale si trasformano in borse di studio, in ore di laboratorio, in scoperte che migliorano la vita di tutti. Come ricordava Umberto Veronesi, “la ricerca è la più grande forma di solidarietà.” E grazie all’impegno della comunità barese, questa solidarietà continua a generare conoscenza, salute e speranza.
Fonti: Fondazione Umberto Veronesi ETS, AIOM-AIRTUM 2024




