Num R.G. 3328/2007 – Num. Reg. Stampa 35

PERIODICO DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA
Direttore Responsabile: Alessandra Lofino

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BIO4SALT | Agrosistemi sostenibili, Innovazione bio-based per la qualità dei suoli e delle colture

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Negli ultimi anni la salinizzazione dei suoli è diventata una delle sfide più urgenti per l’agricoltura mondiale, soprattutto nelle aree aride e costiere del Mediterraneo. L’accumulo di sali nel terreno, dovuto sia a cause naturali sia a pratiche agricole e irrigue scorrette, riduce la fertilità, danneggia le colture e compromette la biodiversità microbica del suolo. In Europa, si stima che circa trentuno milioni di ettari siano colpiti da questo fenomeno, con un quarto delle superfici irrigate che mostra livelli di salinità preoccupanti. Affrontare il problema non significa solo salvaguardare la produttività agricola, ma anche garantire la sicurezza alimentare e la sostenibilità delle risorse naturali.

È da questa esigenza che nasce BIO4SALT, un progetto coordinato da RENEWIA S.p.A. nell’ambito del PNRR – Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”, Linea di investimento 1.4 – Progetto AGRITECH. L’iniziativa, finanziata con il codice CUP H93C2200044007, si propone di sviluppare materiali bio-based innovativi capaci di migliorare la qualità dei suoli salini e di rendere più sostenibili le produzioni agricole, attraverso l’uso efficiente di fertilizzanti, correttori di salinità e strumenti di agricoltura di precisione.

Il cuore di BIO4SALT è la ricerca di soluzioni naturali e circolari, capaci di restituire vitalità ai terreni compromessi. I ricercatori stanno studiando materiali derivati da matrici organiche — come digestati, fanghi di depurazione ed estratti di microalghe — per creare correttivi del suolo ecocompatibili e a basso impatto ambientale. Questi materiali vengono testati in diverse condizioni di salinità su colture rappresentative dell’agricoltura mediterranea, come frumento duro, sulla, cece, lattuga e basilico, con l’obiettivo di valutare la loro capacità di favorire la germinazione e la crescita delle piante anche in ambienti ostili.

Il progetto si articola in una serie di attività sperimentali che vanno dalla germinazione dei semi in laboratorio alla coltivazione in vaso, fino all’applicazione dei materiali su campioni di suolo prelevati da aree costiere ad alta salinità. In laboratorio, i ricercatori analizzano come diversi livelli di concentrazione dei materiali bio-based influenzino la germinabilità, la lunghezza delle radici, la massa secca delle piante e altri parametri fisiologici come il contenuto di clorofilla, la fluorescenza e l’efficienza d’uso dell’acqua. In parallelo, vengono condotti test su colonne di drenaggio per valutare la capacità dei materiali di ridurre la salinità, correggere il pH e riequilibrare il contenuto di sodio scambiabile del terreno.

Un aspetto di particolare interesse del progetto riguarda il microbiota del suolo: la comunità di microrganismi che ne determina la fertilità e la salute. Le analisi metagenomiche permettono di osservare come i trattamenti bio-based influenzino la biodiversità microbica nel tempo, rivelando se questi correttivi naturali riescano non solo a migliorare le proprietà chimico-fisiche del suolo, ma anche a ripristinarne l’equilibrio biologico. Si tratta di un aspetto cruciale, poiché la vitalità microbica è strettamente legata alla capacità del terreno di trattenere nutrienti, acqua e materia organica.

BIO4SALT rappresenta un modello concreto di agricoltura circolare e innovativa, in cui i residui organici e le biomasse microalgali diventano risorse preziose per la rigenerazione dei suoli. L’approccio è multidisciplinare: unisce competenze di chimica, agronomia, biotecnologia e data analysis per misurare e comprendere, in modo scientifico, l’efficacia delle soluzioni proposte. Tutti i dati raccolti nelle diverse fasi di sperimentazione vengono analizzati statisticamente per individuare le combinazioni di materiali e condizioni più efficaci nel migliorare la qualità del suolo e la produttività delle colture.

L’obiettivo finale è ambizioso ma chiaro: rendere l’agricoltura mediterranea più resiliente, ridurre l’impatto della salinità e promuovere pratiche sostenibili replicabili in altre aree vulnerabili del pianeta. I risultati attesi comprendono l’identificazione di materiali bio-based capaci di aumentare la tolleranza delle colture allo stress salino, di recuperare i suoli degradati e di mantenere la biodiversità microbica come indicatore di fertilità e salute.

BIO4SALT si inserisce così pienamente negli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork, contribuendo alla transizione ecologica del settore primario. È un esempio di come ricerca scientifica, innovazione industriale e sostenibilità possano dialogare per costruire un modello di sviluppo agricolo capace di tutelare le risorse naturali e, al tempo stesso, garantire competitività e qualità alle produzioni.

In definitiva, BIO4SALT non è solo un progetto di ricerca: è una visione concreta di futuro, in cui la scienza del suolo, la biotecnologia e l’economia circolare lavorano insieme per restituire fertilità ai terreni salini e speranza alle aree agricole più fragili del Mediterraneo.


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Approfondimenti

GIOVANNI RONCO | Delegato Confindustria Puglia per la Bioeconomia

Il progetto BIO4SALT

Prof. MARIO LICATA | Università degli Studi di Palermo

Il progetto BIO4SALT e UniPa

Prof. FABIO MANCA | Università degli Studi di Bari

L’analisi statistica del progetto BIO4SALT

DAVIDE FARRUGGIA | Università degli Studi di Palermo

La metodologia applicativa del progetto BIO4SALT

ANTONINO BIUNDO | Responsabile Ricerca e Sviluppo GreenOil

Il ruolo di GreenOil nel progetto BIO4SALT

PODCAST DI APPROFONDIMENTO

Immagine di Marketing Lofino Partners

Marketing Lofino Partners

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