Num R.G. 3328/2007 – Num. Reg. Stampa 35

PERIODICO DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA
Direttore Responsabile: Alessandra Lofino

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Clinical Risk Management e Legge Gelli-Bianco: sfide e opportunità per la sanità italiana

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La gestione del rischio clinico rappresenta oggi una delle priorità più rilevanti per il sistema sanitario italiano ed europeo. Errori diagnostici, cadute, infezioni correlate all’assistenza, incidenti legati ai dispositivi medici: si tratta di eventi che non solo possono compromettere la salute dei pazienti, ma che incidono anche sull’efficienza delle strutture sanitarie e sulla fiducia dei cittadini. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli eventi avversi evitabili rappresentano la 14ª causa di morbilità e mortalità a livello globale.

In questo contesto, la normativa italiana ha compiuto un passo importante con la Legge 24/2017, meglio nota come Legge Gelli-Bianco, che ha introdotto un quadro organico di regole per la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale degli operatori sanitari.


La Legge Gelli-Bianco, insieme ai decreti attuativi e agli aggiornamenti successivi, ha ridefinito i requisiti per la prevenzione e la gestione dei rischi nelle strutture sanitarie.

Tra i punti più rilevanti: l’obbligo di istituire Unità di Risk Management in tutte le aziende sanitarie; la promozione della cultura della sicurezza come parte integrante delle politiche aziendali; la classificazione e l’analisi degli eventi sentinella, ossia eventi gravi e potenzialmente letali, che richiedono indagini approfondite e azioni correttive; l’introduzione di sistemi strutturati per il monitoraggio e la trasparenza dei rischi.

Il recente Decreto 232 del 15 dicembre 2023 ha ulteriormente rafforzato il quadro regolatorio, introducendo requisiti minimi per le polizze assicurative a tutela di strutture e professionisti. Tra le novità: massimali differenziati in base all’attività e al rischio, con particolare attenzione a settori ad alta complessità (chirurgia, terapia intensiva); obbligo di pubblicazione online dei dati sui risarcimenti, a favore della trasparenza; rafforzamento delle misure di vigilanza per garantire la sostenibilità del sistema assicurativo-sanitario.


Il Clinical Risk Management si fonda su un approccio sistemico: identificare i rischi, valutarne la probabilità e l’impatto, attuare misure preventive e monitorare i risultati.

Gli strumenti a disposizione delle strutture comprendono: audit clinici e revisioni interne, registrazione e analisi degli eventi avversi, interviste al personale e raccolta di segnalazioni anonime, mappatura dei processi più critici (diagnosi, sala operatoria, gestione farmaci, utilizzo di device medici).

A partire da queste informazioni, si sviluppano Risk Map e piani di intervento mirati, che consentono di concentrare le risorse dove i rischi sono più frequenti o potenzialmente più gravi.


Negli ultimi anni, il panorama della gestione del rischio clinico si è arricchito di nuovi strumenti: modelli predittivi basati su Intelligenza Artificiale, in grado di analizzare grandi volumi di dati clinici e individuare pattern associati a eventi avversi; blockchain per la tracciabilità delle procedure e dei dispositivi medici, con l’obiettivo di garantire trasparenza e ridurre le frodi; gamification e simulazioni cliniche come strumenti formativi per il personale sanitario; piattaforme digitali per il reporting in tempo reale e la condivisione dei dati a livello regionale e nazionale.

A livello europeo, il programma Horizon Europe sostiene diversi progetti dedicati alla sicurezza del paziente, sottolineando come la digitalizzazione e l’analisi dei dati possano rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari.


In questo scenario complesso, il supporto di attori specializzati è fondamentale. Augustas Risk Services rappresenta un punto di riferimento per ospedali e aziende sanitarie che intendono sviluppare politiche di gestione del rischio efficaci e conformi.

La metodologia adottata da Augustas si articola in fasi chiare e progressive: Identificazione delle aree di rischio più rilevanti attraverso la revisione di procedure e linee guida. Raccolta e analisi dei dati con strumenti avanzati per la quantificazione dei rischi. Elaborazione di una Risk Map e definizione delle priorità di intervento. Sviluppo di un Action Plan, calibrato sul livello di maturità organizzativa (Maturity Level Assessment). Trasparenza nella comunicazione dei risultati con il management, per favorire decisioni strategiche e miglioramenti continui.

    Il valore aggiunto di Augustas risiede nell’approccio multidisciplinare: competenze in Risk Management, ingegneria dei processi e sostenibilità vengono integrate per creare soluzioni personalizzate e concrete.


    La Legge Gelli-Bianco e i suoi aggiornamenti hanno posto le basi per una sanità più sicura e trasparente, ma la sfida principale rimane quella di diffondere una cultura della sicurezza realmente condivisa tra operatori, management e pazienti.

    Il Clinical Risk Management non è solo un adempimento normativo, ma un processo strategico che migliora la qualità delle cure, riduce i costi da contenziosi e, soprattutto, tutela la vita delle persone. L’integrazione tra normative, tecnologie digitali e competenze professionali rappresenta la chiave per trasformare la gestione del rischio clinico in un’opportunità di crescita e innovazione per l’intero sistema sanitario.

    La figura del Clinical Risk Manager (o del consulente specializzato in Risk Management sanitario) è oggi sempre più richiesta dalle aziende sanitarie e dagli enti privati del settore health. E’ importante secondo i seguenti obblighi normativi:

    1. Obblighi normativi
      1. La Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017) impone la presenza di strutture organizzative dedicate alla sicurezza del paziente e alla gestione del rischio clinico.
      1. Le aziende devono avere un referente qualificato che sappia implementare procedure, protocolli e sistemi di monitoraggio del rischio.
    2. Tutela legale e assicurativa
      1. Con i nuovi requisiti assicurativi introdotti dal DM 232/2023, le strutture sanitarie devono garantire livelli minimi di copertura e trasparenza.
      1. Un Risk Manager aiuta a ridurre gli eventi avversi e quindi anche i contenziosi e i costi assicurativi.
    3. Qualità e reputazione
      1. La presenza di un sistema di Clinical Risk Management efficace è oggi un indicatore di qualità per accreditamenti, certificazioni e valutazioni esterne.
      1. Rafforza la fiducia dei pazienti e la competitività delle strutture.
    4. Ottimizzazione dei processi
      1. Non si tratta solo di ridurre errori: un Risk Manager lavora per mappare i processi, migliorare la sicurezza, aumentare l’efficienza e contenere i costi operativi.
    5. Innovazione e sostenibilità
      1. Con la crescente digitalizzazione (cartelle cliniche elettroniche, AI, blockchain, IoT medicale), le aziende hanno bisogno di professionisti capaci di integrare queste tecnologie con modelli di prevenzione del rischio.

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    Alessandra Lofino

    Direttore Responsabile Ambitel News

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