L’associazione Il Tassello Mancante ha conferito il prestigioso riconoscimento annuale “Tassello d’Oro” alla prof.ssa Maria Domenica Cappellini, Professore Ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Milano e Responsabile del Malattie Rare Center della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. La cerimonia si è svolta nel Teatro Comunale di Putignano, davanti a un pubblico di ricercatori, medici e cittadini.
Tema dell’edizione 2025: “Ricerca e terapie innovative nelle emoglobinopatie”, un ambito in cui la prof.ssa Cappellini rappresenta un punto di riferimento internazionale. La lettura delle motivazioni è stata affidata alla prof.ssa Giorgina Specchia, già Ordinario di Ematologia all’Università di Bari Aldo Moro e Presidente del Comitato Scientifico AIL Bari.
Nel suo appassionato intervento, la prof.ssa Cappellini ha evidenziato le difficoltà che ancora oggi la ricerca italiana incontra, in particolare nella raccolta di fondi e nel sostegno alle nuove generazioni di scienziati: «La scienza è lo strumento attraverso il quale si produce conoscenza, e produrre conoscenza significa migliorare le terapie. Purtroppo, il nostro mondo politico recepisce poco questo valore e reperire risorse economiche resta una fatica immensa. Per questo è fondamentale il ruolo di realtà come Il Tassello Mancante e AIL, che attraverso risorse private permettono di portare avanti progetti di ricerca e prevenzione».
La docente ha poi ricordato come in passato l’Italia fosse un modello internazionale nella lotta alla talassemia e all’anemia falciforme, grazie a campagne di prevenzione condotte a partire dagli anni ’80: «Con semplici attività di educazione sanitaria nelle scuole e negli ambulatori, unite a un test diagnostico di base, si era arrivati ad azzerare le nuove nascite di bambini affetti. Oggi, purtroppo, quell’attenzione si è affievolita e stiamo assistendo a un ritorno di casi, in Italia e soprattutto nel mondo, dove queste patologie rappresentano la più diffusa malattia genetica».
Sul fronte delle terapie innovative, la prof.ssa Cappellini ha sottolineato come le nuove biotecnologie e la manipolazione genica, in particolare attraverso la tecnica CRISPR-Cas9, stiano aprendo scenari impensabili fino a pochi anni fa: «Oggi possiamo intervenire sul DNA come un sarto con ago e filo. Sono strumenti che hanno già cambiato la cura delle leucemie e che, nel prossimo futuro, potrebbero rivoluzionare anche le terapie per le emoglobinopatie».
Le parole della prof.ssa Specchia: “Mancano ancora molti tasselli” La prof.ssa Giorgina Specchia, nel consegnare il premio, ha messo in luce il valore simbolico del nome scelto dall’associazione: «Il Tassello Mancante rappresenta bene il senso del nostro lavoro. Mancano tasselli in tanti ambiti della medicina e della ricerca, ma è grazie a chi non si arrende, a chi individua i bisogni e lavora per colmarli, che oggi possiamo parlare di progressi concreti. L’ematologia italiana è tra le discipline che hanno contribuito di più, in termini scientifici e terapeutici, al miglioramento della qualità di vita dei pazienti».
Un riconoscimento che guarda al futuro. Il premio “Tassello d’Oro” non è solo un tributo personale, ma un segnale di speranza per il mondo della ricerca sulle malattie rare, che in Italia come altrove deve affrontare la scarsità di risorse e la difficoltà di competere con aree della medicina più remunerative per l’industria farmaceutica.
L’impegno della prof.ssa Cappellini e di chi, come lei, ha dedicato la propria carriera alle emoglobinopatie, ricorda che “Ogni tassello di conoscenza può fare la differenza tra la malattia e la cura, tra la speranza e la rassegnazione“.




