Biotech Impact: a confronto studenti, biotecnologi, impresa e istituzioni
Il settore delle biotecnologie in Italia è un ecosistema articolato e complesso di attori attivi in diversi comparti che vale più di 250 miliardi di euro, con 1 milione e 800mila addetti. Per quanto riguarda il Sud vale 53 miliardi di euro ed è composto da 900 imprese, 7mila strutture sanitarie e 270mila dipendenti e la Puglia svolge un ruolo trainante. Si stima che nel medio periodo, al 2027, le proposte di sviluppo potranno generare un incremento occupazionale pari a 25mila unità lavorative, delle quali 12.200 attivate direttamente dalle aziende del settore Life Sciences nel Mezzogiorno e dei 25mila nuovi posti di lavoro si prevede che quasi 14mila saranno occupati da donne. Sono alcuni dei dati emersi nel corso dell’evento “Biotech Impact” che si è svolto oggi nell’aula magna del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università di Bari, nell’ambito della European Biotech Week 2023. Ad organizzare l’evento Isabella Pisano, docente DBBA e delegata Terza Missione Uniba, presidente del Centro di Eccellenza, Sostenibilità dell’ateneo. «Biotech impact ha aiutato a diffondere il significato delle biotecnologie sia dal punto di vista della professione del biotecnologo che dei futuri scenari. E’ emerso – sottolinea la professoressa Pisano – che il mercato delle biotecnologie è in forte espansione, le occupazioni sono in crescita, il valore sta aumentando proiettato al 2028-2030». Un evento a cui hanno partecipato gli studenti dell’istituto superiore “Dell’Erba” di Castellana Grotte, studenti universitari, che hanno potuto conoscere da vicino 16 biotecnologi che hanno testimoniato la loro esperienza di studio, di lavoro e di vita. Ex studenti, quasi tutti laureati a Bari, che dopo dottorati e altre specializzazioni, ora lavorano a Basilea per note aziende farmaceutiche, o a Bruxelles, o in Germania, in Belgio o negli Stati Uniti. Testimonianze di biotecnologi che hanno condiviso i loro percorsi con gli studenti, ai quali si è rivolto il rettore Stefano Bronzini, nel suo breve intervento, esortandoli a non perdere mai il sorriso, ad affrontare le sfide pensando non di cambiare il mondo, ma di partecipare alla sua costruzione, facendo ognuno la propria parte. Dalla salute umana, all’alimentazione, alle applicazioni industriali, le biotecnologie sono sempre più diffuse nei diversi ambiti, farmaceutico, materiali, nuove energie. «Il futuro delle biotecnologie è in realtà il presente – ha dichiarato Luigi Palmieri, direttore del Dipartimento di Bioscienze, biotecnologie e ambiente Uniba – perché non c’è campo delle attività dell’uomo, beni e servizi, che non sia in qualche modo connesso alle biotecnologie. Il progresso è continuo e sicuramente continuerà a portare innovazione, l’importante è la formazione interdisciplinare basata sulla ricerca che si fa anche nell’Università di Bari da molti anni e che permette di trasferire agli studenti delle competenze che saranno in grado di aggiornare in base alle esigenze produttive». Insomma il biotecnologo trasforma il sapere in fare, sempre più stretto e connesso è il mondo della ricerca con quella della produzione industriale. «La ricerca è l’inizio di un percorso – ha sottolineato Donato Notarangelo, presidente del gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Bari-BAT – la fusione fra università e azienda serve per ampliare gli orizzonti. Ogni assunzione nel comparto biotech lungo la filiera ne sviluppa altri 5. E da un punto di vista economico si calcola che per ogni euro investito nei 10 anni ne tornano 10». Biotech Impact è stato un momento di confronto importante fra mondo della formazione, della ricerca, innovazione e produzione.
Fonte: Comunicato Stampa
Autore: Beppe Stallone
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