Roma, 9 ottobre 2025 – Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha convocato il primo tavolo di confronto con le imprese del settore del riciclo meccanico della plastica e con Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica. L’incontro ha avuto l’obiettivo di ascoltare chi ogni giorno lavora nella filiera, comprendere le difficoltà del settore e individuare misure concrete per un’Italia più sostenibile e competitiva.
Una crisi strutturale in Europa e in Italia – Il settore del riciclo meccanico della plastica sta vivendo una crisi senza precedenti. Secondo Assorimap, l’associazione dei riciclatori meccanici di plastica, dal 2023 circa 40 impianti europei hanno chiuso, con Regno Unito e Paesi Bassi in testa. La capacità di riciclo persa nel 2024 supera le 280.000 tonnellate, destinata a salire a circa 380.000 tonnellate nel 2025. “Questi numeri rischiano di erodere l’autonomia strategica dell’Unione Europea nel settore del riciclo”, ha spiegato il presidente di Assorimap, Walter Regis. In Italia, gli utili delle imprese del comparto sono crollati da 160 milioni di euro nel 2021 a soli 20 milioni nel 2023, con una tendenza verso lo zero, nonostante la produzione di plastica riciclata resista. “Il nostro Paese potrebbe diventare la prossima linea del fronte della crisi europea”, ha aggiunto Regis.
Il ruolo di Corepla – Andrea Campelli, Direttore Comunicazione e Relazioni esterne di Corepla, ha sottolineato che, negli ultimi 30 anni, l’Italia ha costruito una solida cultura dell’economia circolare, dalla raccolta differenziata al riciclo delle materie prime. Tuttavia, oggi il settore è frenato dalla mancanza di domanda di materiali riciclati.
“Esistono strumenti per sostenere la filiera – ha spiegato Campelli – dalla riduzione dei costi energetici al credito d’imposta per l’acquisto di materia prima seconda, fino al rafforzamento del green public procurement. Ma ciò che serve con urgenza è una maggiore certezza normativa per le imprese”.
Campelli ha anche evidenziato come la concorrenza della plastica vergine proveniente da Paesi extra-UE, a prezzi molto più bassi, aggravi ulteriormente la situazione, rendendo necessario un sistema europeo di certificazione per le importazioni e regole comuni per valorizzare il riciclato.
Le proposte delle imprese – Durante l’incontro, Assorimap ha presentato un pacchetto di proposte concrete per sostenere la filiera del riciclo meccanico: Introduzione di strumenti economici come crediti di carbonio e certificati bianchi; Rafforzamento dei controlli sulla tracciabilità dei materiali; Adozione di un sistema sanzionatorio più efficace.
Secondo le imprese, la crisi è aggravata dall’alto costo dell’energia, che colpisce un settore particolarmente “energy intensive”, e dalla concorrenza sleale di materiali vergini e riciclati importati a basso prezzo.
Il ruolo del Governo e le aspettative del settore – La viceministra dell’Ambiente, Vannia Gava, presente all’incontro, ha sottolineato che l’apertura del tavolo significa ascoltare chi lavora quotidianamente nel riciclo della plastica e sviluppare misure efficaci per sostenere il settore. Regis ha espresso fiducia nell’apertura del Governo, auspicando tempi rapidi per soluzioni concrete: “Salvare la filiera del riciclo meccanico made in Italy è essenziale per la transizione ecologica e l’autonomia strategica del Paese”.
Un settore strategico per la sostenibilità e l’autonomia industriale – Il riciclo meccanico della plastica rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy e un pilastro dell’economia circolare. In Italia operano oltre 350 imprese, con più di 10.000 addetti e una capacità installata di circa 1,8 milioni di tonnellate di plastiche da riciclare all’anno. Garantire la sopravvivenza della filiera è cruciale non solo per il raggiungimento degli obiettivi ambientali nazionali ed europei, ma anche per preservare l’autonomia strategica e la competitività industriale del Paese.
Il tavolo convocato al MASE rappresenta un primo passo verso soluzioni concrete per superare la crisi del riciclo della plastica. Il settore attende ora azioni politiche urgenti e misure strutturali che possano garantire la sostenibilità economica e ambientale della filiera italiana.




