Num R.G. 3328/2007 – Num. Reg. Stampa 35

PERIODICO DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA
Direttore Responsabile: Alessandra Lofino

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Tavolo di crisi sul riciclo delle plastiche: il MASE convoca l’8 ottobre

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A seguito dell’«appello accorato» lanciato da Assorimap, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha fissato per l’8 ottobre alle ore 11 un tavolo di crisi nazionale dedicato al settore del riciclo delle plastiche. L’incontro si svolgerà presso la sede del Ministero a Roma, nell’ambito della Strategia nazionale per l’economia circolare. 

Gli attori convocati e gli obiettivi

La convocazione, firmata dal Capo Dipartimento del MASE, Laura D’Aprile, è stata inviata a tutti i principali soggetti della filiera: Assorimap, Conai, Corepla, Polieco, Coripet, Assoambiente, ENEA, Centro Nazionale Rifiuti di ISPRA, ANCI e Utilitalia. 

All’ordine del giorno figurano tre macro-temi: Le problematiche del settore della raccolta e della gestione dei rifiuti plastici, con riferimento alle criticità che oggi colpiscono gli impianti e le imprese del riciclo. Lo stato di avanzamento delle iniziative nazionali ed europee per centrare gli obiettivi stabiliti dalla normativa Ue sul riciclo e sull’economia circolare. L’esame di strumenti finanziari e leve di sostegno economico, volti a sostenere le imprese del riciclo in un contesto critico. 

    Durante l’incontro si discuterà altresì della bozza di decreto sugli imballaggi compostabili, una proposta che l’Italia sta portando avanti a livello europeo per tutelare le filiere domestiche e promuovere soluzioni più sostenibili. 


    Una filiera in bilico: numeri, cause e richieste del riciclo plastico

    Il grido d’allarme di Assorimap

    Nella lettera inviata al ministro Gilberto Pichetto Fratin, Assorimap sottolinea come l’industria del riciclo stia vivendo una situazione drammatica: una filiera che conta oltre 350 imprese, impiega più di 10.000 addetti e possiede una capacità installata di riciclo pari a 1,8 milioni di tonnellate rischia oggi il collasso. 

    Secondo l’associazione, la crisi è il risultato di fattori concatenati: la pandemia, l’esplosione dei costi energetici e la competizione sleale dei polimeri vergini low cost provenienti dall’Asia, che arrivano sui mercati europei con prezzi al di sotto dei costi sostenuti dalle aziende del riciclo. 

    Nel 2024 l’Italia ha prodotto circa 833.000 tonnellate di polimeri riciclati, con una crescita del +3,2% rispetto all’anno precedente. Tuttavia i ricavi del settore sono diminuiti dello 0,8 %, con margini operativi fortemente compressi. 

    Un fenomeno europeo di regressione

    Il problema non è solo italiano. A livello europeo, il settore del riciclo della plastica affronta una crisi strutturale. Secondo Plastics Recyclers Europe, solo tra gennaio e luglio 2025 è stata persa una capacità impiantistica pari a quella dell’intero 2024. Nel complesso, le chiusure registrate per fine anno potrebbero superare il milione di tonnellate di capacità di riciclo. 

    In molti Paesi europei, impianti hanno già chiuso o ridotto drasticamente la produzione per effetto dei costi energetici elevati, della debole domanda di riciclato e dell’aggressiva concorrenza internazionale. 

    Le richieste al governo e all’Europa

    Tra le proposte che Assorimap porterà al tavolo vi sono: L’adozione immediata della plastic tax, con esenzione per chi utilizza plastica riciclata, per incentivare la domanda interna di polimeri secondari. L’introduzione di obblighi per contenuto minimo riciclato nei nuovi prodotti, da anticipare rispetto ai target europei del 2030 e 2040, con controlli stringenti sulla qualità dei materiali. Misure a supporto economico per le imprese: crediti ambientali (carbon credit), incentivi fiscali, certificati di efficienza energetica. Controlli doganali e meccanismi “mirror” per contrastare le importazioni a basso costo di polimeri non conformi. La costituzione di un tavolo istituzionale permanente per il riciclo meccanico delle plastiche, non soltanto occasionale. 


    Le incognite che restano: tempi, impegni e responsabilità

    Un punto critico riguarda i tempi e l’efficacia degli interventi. Convocare il tavolo è un passo, ma occorre che le decisioni emergano con rapidità e concretezza. L’invocazione di misure “a costo zero per l’erario” è già al centro delle richieste di Assorimap. 

    Inoltre resta da vedere come verranno affrontate le difformità normative locali che finora hanno ostacolato l’attuazione di politiche omogenee. Alcune regioni e amministrazioni locali hanno imposto vincoli, autorizzazioni lente o interpretazioni restrittive che rallentano i processi autorizzativi. 

    Infine, il fatto che l’iniziativa rientri nella Strategia nazionale per l’economia circolare indica una visione integrata, ma la sfida sarà quella di garantire coerenza tra politiche nazionali, vincoli europei e azioni territoriali.


    Un bivio per la plastica in Italia

    L’8 ottobre sarà una data cruciale: se il tavolo ministeriale riuscirà a produrre decisioni operative e non solo discussioni, il settore del riciclo plastico potrebbe trovare nuovo slancio. Se invece resteranno solo promesse, molte aziende correrebbero il rischio di fermare definitivamente le attività.

    La posta in gioco è alta: da una parte la salvaguardia di un’eccellenza industriale, dall’altra il rispetto degli impegni ambientali europei e la necessità di trasformare i rifiuti plastici da problema in risorsa.

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