Num R.G. 3328/2007 – Num. Reg. Stampa 35

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I dazi USA frenano il Made in Italy: export in calo, ma con segnali di ripresa

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Il Made in Italy continua a fare i conti con le conseguenze delle tensioni commerciali internazionali e con i dazi introdotti dagli Stati Uniti. Se ad agosto le esportazioni italiane verso il mercato americano hanno registrato un crollo del -21,2% rispetto allo stesso mese del 2024, altre cifre raccontano una dinamica più sfaccettata: nei primi mesi del 2025 l’export extra-UE è infatti cresciuto in alcuni comparti, segnalando la resilienza delle imprese italiane.


L’effetto dei dazi USA

L’introduzione di tariffe fino al 15% su una serie di beni di consumo e industriali ha colpito duramente le vendite oltreoceano. Le importazioni italiane dagli Stati Uniti, invece, sono aumentate del +68,5% nello stesso periodo, evidenziando uno squilibrio crescente.

Secondo alcune stime, i nuovi dazi potrebbero mettere a rischio fino a 9 miliardi di euro di esportazioni italiane ogni anno, con perdite complessive fino a 22 miliardi entro il 2026 se si considerano anche gli effetti indiretti su filiere e occupazione.


I numeri più recenti

Nonostante il forte calo di agosto, i dati aggiornati di luglio 2025 mostrano un quadro più positivo: l’Italia ha registrato un avanzo commerciale di 7,9 miliardi di euro, le esportazioni sono aumentate del +7,3% su base annua, mentre le importazioni sono cresciute del +6,1%.

A livello settoriale, i contributi più importanti arrivano da mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli), farmaceutico, chimico-medicinali, metalli e alimentare/bevande/tabacco.


Agroalimentare: un settore chiave

Il comparto agroalimentare si conferma il fiore all’occhiello del Made in Italy: nel 2024 l’export ha toccato il record di 67,5 miliardi di euro (+8% rispetto al 2023).

Gli Stati Uniti sono il principale mercato extra-UE, con acquisti per 7,8 miliardi di euro (circa l’11,6% del totale). In questo segmento spiccano: bevande (vino in primis, per circa 2,8 miliardi), alimentare trasformato (pasta, conserve, dolci, circa 4,9 miliardi), olio di oliva e prodotti DOP in forte espansione.

Nel primo trimestre 2025, le esportazioni agroalimentari italiane negli USA sono aumentate di +10,9%, superando Francia e Spagna e consolidando la leadership italiana nel food & beverage premium.


Altri mercati: crolli e opportunità

Se gli USA e la Cina mostrano segni di difficoltà (con Pechino che ha ridotto le importazioni dall’Italia del -16,7%), altre aree registrano invece performance molto positive.

Secondo Confartigianato, nei primi mesi del 2025 le esportazioni italiane hanno segnato incrementi significativi verso: Emirati Arabi Uniti (+20,9%), Brasile (+14%), Svizzera (+13,1%), Spagna (+10,6%), Arabia Saudita (+9,6%).

Questo dimostra che la diversificazione dei mercati resta una strategia vincente per attenuare l’impatto dei dazi americani.


Le prossime settimane saranno decisive. Da un lato, Bruxelles è al lavoro per negoziare con Washington ed evitare ulteriori inasprimenti commerciali; dall’altro, le imprese italiane chiedono maggiore sostegno per affrontare costi in crescita e incertezza normativa.

Se i dazi dovessero stabilizzarsi al livello attuale, i settori più penalizzati resteranno l’agroalimentare, la meccanica e parte del tessile-moda. Tuttavia, la forza del Made in Italy nella qualità e nell’innovazione, unita alla spinta sui mercati emergenti, potrebbe trasformare questa crisi in un’occasione per rafforzare la competitività globale.


Il conto presentato dai dazi USA è pesante, ma non uniforme. Se alcuni comparti soffrono contrazioni a doppia cifra, altri riescono a espandersi, specialmente dove la qualità italiana è percepita come insostituibile. La sfida ora sarà non solo difendere le quote perse negli Stati Uniti, ma anche sfruttare la crescita in Medio Oriente, Sud America e Asia, puntando su valore aggiunto e filiere certificate.

Il futuro del Made in Italy dipenderà dalla capacità di unire diplomazia commerciale, innovazione di prodotto e diversificazione dei mercati.

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Immagine di Redazione

Redazione

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