Un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro per contrastare l’abbandono dei rifiuti sulle strade metropolitane. È il cuore del piano straordinario presentato dal sindaco metropolitano Vito Leccese durante l’incontro di questa mattina con i rappresentanti dei 41 Comuni del territorio, i dirigenti e le polizie locali.
L’obiettivo è duplice: interventi immediati per rimuovere i cumuli più critici e una strategia strutturale che rafforzi i controlli e prevenga un fenomeno che danneggia ambiente, sicurezza stradale e immagine turistica del territorio.
“Un turismo dei rifiuti che nasce in casa nostra”
Nel corso del confronto, Leccese ha parlato senza mezzi termini di un vero e proprio “turismo dei rifiuti”.
«Non ha nulla a che vedere con l’attrattività del nostro territorio – ha spiegato – anzi, lo danneggia gravemente. A praticarlo sono, nella stragrande maggioranza dei casi, cittadini residenti nei nostri stessi Comuni: oltre il 56% delle sanzioni elevate ha riguardato persone nate e cresciute nella Città metropolitana».
Negli ultimi due anni, la Città metropolitana ha speso 2,4 milioni di euro per la pulizia delle strade: 1.700 km di viabilità spesso ridotti a discariche a cielo aperto. Da qui la decisione di varare un pacchetto di nuove misure:
- 140 mila euro per interventi immediati nelle aree più critiche;
- 1,8 milioni, provenienti dalle sanzioni, per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti con il supporto degli ARO e dei Comuni;
- 2,8 milioni per un nuovo accordo quadro biennale di gestione;
- 2 milioni per una rete digitale di monitoraggio della viabilità metropolitana.
Videosorveglianza e intelligenza artificiale
Il piano prevede inoltre la creazione di una control room dedicata, con telecamere di ultima generazione e sistemi di intelligenza artificiale per individuare tempestivamente gli illeciti. «Ho chiesto al prefetto – ha aggiunto Leccese – di utilizzare i fondi del PON Legalità per la realizzazione di questo centro di controllo strategico».
Parallelamente, sarà chiesta alla Regione Puglia la dichiarazione dello stato di emergenza per l’abbandono dei rifiuti e i roghi tossici fuori dai centri abitati.
Nuove sanzioni e controlli più serrati
Il piano si inserisce in un contesto normativo recentemente rafforzato: con il Decreto Legislativo 116/2025, che si ispira alle misure della “Terra dei Fuochi”, sono state inasprite le pene. Oltre alle ammende da 1.500 a 18.000 euro, è prevista anche la sospensione della patente da 1 a 4 mesi e, nei casi più gravi, la confisca del veicolo.
I dati della Polizia metropolitana confermano la gravità del fenomeno: nel 2024 sono stati registrati 240 episodi, di cui oltre la metà risolti in via amministrativa; nei primi sei mesi del 2025 gli episodi sono già 149, con 101 persone denunciate. I controlli sono stati intensificati con fototrappole mobili, spostate ogni due settimane, e l’uso di droni per il monitoraggio dall’alto.
Una rete istituzionale contro l’emergenza
All’incontro erano presenti, oltre ai sindaci e alle polizie locali, il segretario generale della Città metropolitana Dino Susca, i consiglieri metropolitani delegati Michelangelo Cavone (viabilità) e Maria La Ghezza (ambiente), la comandante della Polizia metropolitana Maria Centrone, e i dirigenti Nico Vitto e Aldo Lastella.
«Creare una rete di controlli e responsabilità condivisa è l’unico modo per non lasciare più spazio a questo fenomeno» ha concluso Leccese. «Il nostro obiettivo è restituire ai cittadini strade pulite e sicure, e tutelare un territorio che merita rispetto e valorizzazione».




