Num R.G. 3328/2007 – Num. Reg. Stampa 35

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Disinformazione climatica: “Una minaccia per la sicurezza e la democrazia europea”

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Al centro della riunione informale dei ministri dell’Ambiente a Varsavia anche l’urgenza di comunicare meglio il cambiamento climatico

Bruxelles, 29 aprile 2025 – La disinformazione sul clima rappresenta un pericolo crescente per la sicurezza dell’Unione Europea e per la tenuta delle sue istituzioni democratiche. È questo il monito lanciato dalla commissaria europea all’Ambiente, Jessika Roswall, durante la riunione informale dei ministri dell’Ambiente e del Clima, tenutasi oggi a Varsavia.

Secondo Roswall, la diffusione di informazioni false o fuorvianti sul cambiamento climatico mina la fiducia dei cittadini nelle politiche ambientali, ostacola l’adozione di misure efficaci e compromette la capacità dei governi di rispondere con prontezza alle sfide ambientali. “La disinformazione altera la percezione della realtà e mette a rischio la sicurezza stessa dell’Unione”, ha dichiarato la commissaria, sottolineando la necessità di una risposta coordinata a livello europeo.

Verso una strategia comune contro la disinformazione

Nel corso dell’incontro, i ministri hanno discusso strumenti e strategie per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri nella lotta contro la disinformazione climatica. Al centro del confronto, la proposta di avviare campagne di comunicazione più incisive e basate su evidenze scientifiche, per contrastare le narrazioni distorte e sensibilizzare l’opinione pubblica.

“Fornire ai cittadini dati chiari e affidabili è oggi più che mai essenziale”, ha affermato Roswall. “Solo così possiamo costruire una consapevolezza collettiva e coinvolgere la popolazione nelle scelte ambientali che ci attendono”.

Adattamento climatico e sicurezza idrica: le altre priorità

Oltre alla questione della disinformazione, la riunione ha posto l’accento su altri temi urgenti, come l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse idriche. La resilienza idrica, in particolare, è emersa come una priorità strategica, vista la crescente pressione sull’accesso all’acqua potabile, con implicazioni dirette sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica.

La tappa di Varsavia si inserisce in un percorso più ampio dell’Unione Europea verso una governance ambientale più solida, che riconosca nella lotta alla disinformazione non solo una questione di verità, ma anche di sicurezza collettiva.

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Redazione

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