“Da alcuni anni Unioncamere Puglia lavora molto sull’informazione economica. Lo fa pubblicando gratuitamente il Sismografo, una collana di studi sull’analisi dello stato di salute dei principali settori della Puglia. Il nostro obiettivo è quello di mettere in luce le prospettive di sviluppo del territorio regionale, abbinando rigore scientifico e approccio divulgativo. “ – ha dichiarato la Presidente della Camera di Commercio di Bari, Luciana di Bisceglie.
“Nel numero 23 della collana, che presentiamo oggi, abbiamo voluto dedicarci al lapideo. Un settore antico, nobilissimo, che per qualche decennio è stato considerato in grande sofferenza, ma che come vedremo, sta dando anche segni di interessante riposizionamento. Partiremo quindi con una illustrazione del Sismografo sul Lapideo, a cura del Direttore di Unioncamere Puglia, dottor Luigi Triggiani, e del Responsabile dell’Ufficio Studi e Progetti di Unioncamere Puglia, dottor Cosmo Albertini. A loro il compito di tracciare brevemente il check up del comparto, soprattutto in confronto alla situazione pre-pandemica e alle dinamiche delle altre regioni d’Italia. Questo ci consentirà di vedere l’evoluzione in atto nel settore.” – conclude la presidente.
Sono 1.058 le aziende pugliesi che operano nel settore lapideo al terzo trimestre 2024. Si tratta dell’8% delle 13.040 imprese lapidee presenti in Italia, un dato che fa della Puglia la quinta del Paese dopo Sicilia, Toscana, Lombardia e Veneto.
Questa categoria produttiva è tradizionalmente citata come classico esempio di settore primario; eppure si tratta di un piccolo mondo in trasformazione, un satellite al quale afferiscono attività secondarie di trasformazione e dei servizi.
Il comparto lapideo è composto innanzitutto da 190 attività di estrazione1, che gestiscono cave da cui si ricavano pietre ornamentali, monumentali e da costruzione, ma anche argille, ghiaia, sabbia industriale o per costruzioni.
Collegate a questo mondo da rapporti di filiera operano 844 imprese manifatturiere attive nel taglio, modellatura e finitura delle pietre2, a beneficio dell’edilizia, dei lavori stradali, fino alla lavorazione artistica, ai mosaici o ai monumenti.
Più marginali, ma degne di menzione, le 24 attività “terziarie” di studio geologico e di prospezione geognostica e mineraria3, che forniscono nei territori un supporto tecnico-scientifico al comparto.
Fonte: Dott. Cosmo Albertini, Responsabile dell’Ufficio Studi e Progetti di Unioncamere Puglia




