Si è aperta così nel capoluogo pugliese, presso le aule dell’Università degli studi di Bari, la 52a edizione del Convegno Scientifico della Società Italiana di Statistica “SIS 2024” che, ogni 2 anni, organizza e promuove un Convegno Scientifico Internazionale al fine di creare relazioni e scambi di idee tra ricercatori, accademici e professionisti nel campo della statistica. Quattro le giornate, dal 17 al 20 giugno 2024 che hanno coinvolto ben 500 statistici provenienti da tutta la penisola e che hanno partecipato alle diverse sessioni e incontri, discutendo dalla ricerca metodologica alla statistica applicata.
Intervista CORRADO CROCETTA – PRESIDENTE NAZIONALE SIS
Una programmazione all’insegna della statistica, quindi curata nel dettaglio con obiettivi di crescita per l’intero settore.
Intervista ALESSIO POLLICE – PRESIDENTE COMITATO ORGANIZZATORE EVENTO SIS
Secondo Alma Laurea, membro del sistema statistico nazionale SISTAN, negli ultimi dieci anni gli immatricolati ai corsi di laurea in statistica sono aumentati, ma se rapportati al totale degli immatricolati, la percentuale risulta stabile tra il 2020 e il 20221 dallo 0,3 allo 0,4%. Risultano più iscritti di genere maschile, al 56% e provengono al 60% da percorsi scientifici. Per quel che riguarda la regolarità negli studi universitari, il 68% dei laureati in statistica conclude gli studi nei tempi previsti. In definitiva, l’80% dei laureati in statistica, potendo tornare indietro, si iscriverebbero di nuovo allo stesso corso di studi nel medesimo ateneo.
Intervento STEFANO BRONZINI – MAGNIFICO RETTORE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI
Per quel che riguarda il mercato del lavoro, a un anno dalla laurea, il tasso di occupazione tra i laureati in statistica è pari al 92,5% con livelli retributivi elevati, pari a 1.437 euro, quidni + 3,8% rispetto alla retribuzione del gruppo economico statistico; a cinque anni, invece il tasso di occupazione risulta dello 0,6% in più e come retribuzione mensile raggiunge i 1.746 euro, quindi +6,9% rispetto al gruppo gruppo economico statistico.
I laureati in Scienze statistiche attuariali e finanziarie al termine del percorso di studio magistrale si inseriscono nel mondo del lavoro come statistici (18,3%), ma anche come specialisti delle scienze gestionali, commerciali e bancarie (15,8%, in particolare analisti di mercato e specialisti della gestione e del controllo in imprese private e nella pubblica amministrazione). L’84% dei laureati in Scienze statistiche attuariali e finanziarie si inserisce nel settore privato (84,0%), mentre il 14,5% nel pubblico; residuale la quota di chi lavora nel settore non profit. La quasi totalità lavora nel ramo dei servizi (89,9%), in particolare nel Credito e assicurazioni (39,1%); seguono Istruzione e ricerca (13,9%) e Commercio (7,2%).
La riunione scientifica della SIS cade esattamente in uno dei periodi più caldi dell’anno sino ad ora e non si può non parlare di dati turistici in Italia: secondo i dati raccolti dal Ministero del Turismo e dall’ENIT, a maggio il tasso di saturazione OTA dell’Italia e dei Paesi competitor cresce rispetto ad aprile. Il Bel Paese registra il 34% delle strutture prenotate tramite le piattaforme online mentre la Spagna segna il 41%. Tutti i Paesi considerati, ad esclusione della Francia, registrano una crescita del prezzo medio a notte ma l’Italia rimane complessivamente più conveniente rispetto ai competitor (€126). Dal punto di vsta del prodotto geografico, le destinazioni più prenotate sono le città d’arte (51%) seguite dalle località termali (41%) e lacuali (40%).
Ci troviamo in Puglia, in estate e se consideriamo i dati rilevati dall’Osservatorio turistico regionale, nel primo quadrimestre del 2024 si registrano in Puglia 841.000 arrivi e 1.852.000 presenze con una variazione rispetto all’anno precedente del +9% per gli arrivi e le presenze. Il comparto alberghiero ospita il 60% del movimento turistico (incoming), l’extralberghiero il 26% e il 14% le locazioni turistiche. La durata del soggiorno, in linea con il periodo e con l’anno precedente, è di 2,3 notti. Il tasso d’internazionalizzazione degli arrivi raggiunge il 35% nel 2024 rispetto al 32% del 2023.
Alessandra Lofino




