Economia circolare ed energia pulita sono un modello vincente secondo il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Gilberto Pichetto Fratin che vorrebbe un’Italia green.
“Una comunità nazionale che costruisce il suo futuro responsabilmente, che mette le proprie grandi professionalità al servizio del Paese, oggi e per le generazioni che verranno”.
“L’Italia deve affrontare e intraprendere un percorso per arrivare al traguardo della neutralità carbonica nel 2050”. Il ministro parla di “un obiettivo che va perseguito con tenacia e determinazione perché sarà raggiungibile solo se sapremo mettere in campo azioni capaci di riorientare in direzione della sostenibilità sia l’apparato produttivo del Paese, sia i nostri comportamenti individuali e collettivi”.
Per quel che riguarda l’obiettivo della decarbonizzazione – dichiara il ministro “non è una opzione: è l’unica via per avere un domani vivibile”. A questo punto lo confermano le tragedia che si manifestano nel Paese e che sono causate da eventi meteo estremi che diventano sempre più frequenti e sempre più violenti, come quello in Emilia Romagna. Si parla anche orai quotidianamente della transizione ecologica che secondo il ministro “deve essere però “integrale”, e cioè “ in grado di tenere assieme le ragioni dell’ambiente e quelle sociali ed economiche. Deve essere percepita anche come la grande occasione di cambiamento, capace di dare più lavoro, più benessere diffuso. Occorre intervenire organicamente su tutto il sistema Italia”.
A proposito dei trasporti, l’obiettivo è quello di farli diventare green, quando “oggi ancora al 90% alimentati da idrocarburi”. Il ministro punta su un futuro elettrico per i trasporti, come anche la necessità di utilizzare biocarburanti “per i quali stiamo discutendo con l’Ue e i carburanti sintetici, gli e-fuel, che possono garantire una quota di motori termici “puliti”, dichiara il ministro.
Come anche le abitazioni e gli uffici, “dovranno diventare green, milioni di immobili, che oggi contribuiscono in maniera significativa alle emissioni di gas serra oltre che di polveri sottili che rendono sovente irrespirabile l’aria delle nostre città, soprattutto nella Pianura Padana. Anche su questo fronte abbiamo avviato una interlocuzione con l’Ue, per rendere possibile un percorso graduale che non si trasformi un una, ulteriore e pesantissima, tassa sulla casa per tutte le famiglie italiane. Saranno necessari certamente incentivi, che in parte già esistono, ma il modello non può essere quello, insostenibile per le casse dello Stato, del 110%.
“Dovrà diventare green anche tutto l’apparato produttivo: dalle piccole aziende con i pannelli solari sui capannoni, agli allevamenti con gli impianti di biogas, i campi con l’agrivoltaico e i trattori col biometano, all’industria pesante con l’idrogeno”.
A dire il vero, c’è il PNRR che prevede stanziamenti a pioggia i tutti i settori , anche se ancora si sta capendo come spendere queste enormi risorse. Si richiede assenza di approssimazioni e massima trasparenza, anche se quotidianamente nascono polemiche su “ritardi e ipotetiche perdite dei finanziamenti”dichiara Pichetto.
Raggiungere i target europei e internazionali non dovrebbe essere molto complesso se si attuano sistemi politici adeguati e in linea con il coordinamento del Piano nazionale energia e clima “che è in via di aggiornamento e sarà definito, dopo un iter condiviso con tutti gli attori sociali e istituzionali, entro giugno del 2024.Altro enorme vantaggio in Italia è la presenza di sole, di più rispetto a tutta l’Europa e scrive Pichetto “siamo il Paese che in pochi anni è diventato leader nell’economia circolare, siamo il Paese dei talenti e delle sfide vincenti. Quella della transizione ecologica è una sfida che non possiamo perdere. È la sfida del nostro futuro”.
Autore: Alessandra Lofino




