Num R.G. 3328/2007 – Num. Reg. Stampa 35

PERIODICO DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA
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Banca D’Italia: Tante richieste di investimenti in Puglia

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“In viaggio con la Banca d’Italia”, è stato un incontro che si è tenuto a Bari nel Teatro Piccinni e che fa parte di un percorso a tappe attraverso l’Italia che ha toccato 13 capoluoghi di Regione, alla presenza del governatore della Banca Centrale Ignazio Visco.

Una grande opportunità per Bari considerato che il finanziamento del Fondo sanitario nazionale in Campania e in Puglia comincia a scendere perché scende la popolazione: in base ad un meccanismo automatico di adeguamento, quest’anno riceviamo 100 milioni in meno. “Abbiamo ricominciato a parlare dei livelli essenziali delle prestazioni solo perché a un certo punto, c’era l’esigenza di parlare dell’autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione” dichiara Emiliano. 
Il portale di Bruxelles che registra la capacità di investimento dei fondi europei, ha certificato che la Puglia è la prima regione italiana ed è una delle prime d’Europa –  dichiara ancora Emiliano. 
Si è parlato di segnali che vengono dal Governo centrale sul PNRR, sul Fondo Sociale di Coesione (che per l’80 per cento deve venire al Mezzogiorno) e più in generale i segnali che vengono sull’efficientamento delle macchine amministrative.  L’FSC per la Puglia vale quasi come un POR, più di 4 miliardi di euro, che servono per il cofinanziamento dei fondi europei, avendo la Puglia un bilancio ordinario non largo. Sono stati persi mesi e mesi, nonostante si abbia da tempo la disponibilità di fondi europei, ma ci sono difficoltà a cofinanziarli. Ci sono 3500 imprese che hanno richiesto i finanziamenti e che stanno attendendo le decisioni del Governo: ci possiamo permettere in un momento del genere di avere questo genere di blocco? È possibile partire nella gestione di un piano europeo con mesi di ritardo?
I segnali che vengono dalla Puglia invece parlano di una grande attività, una grande capacità delle imprese, del sistema della ricerca, del sistema universitario (sono state avviate tre nuove Facoltà di Medicina).  E chi finanzia queste nuove facoltà è la Regione, non lo Stato perché lo Stato ha costretto le università del Sud che hanno un livello di esenzione per reddito ovviamente molto più alto di quelle delle università del Nord, a fare le nozze con i fichi secchi.
Con rispetto parlando, qui la Prefettura, gli uffici giudiziari, le forze di polizia, che pure hanno registrato importantissimi successi nel contrasto alla criminalità organizzata, hanno organici e possibilità operative inferiori a quelle delle altre regioni con identici problemi.
Le Zes, le zone economiche speciali languono: stanno aspettando lo sblocco di importanti possibilità di riperimetrazione.
Eppure sono importanti e hanno avuto un successo straordinario persino a Taranto dove la monocoltura dell’acciaio rischiava di congelare altre forme di investimento”. 
Rivolgendosi al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, Emiliano ha concluso: “Mi auguro che questo appello lanciato da Sud, dalla Puglia, dalla Regione che si sta battendo meglio di qualunque altra per superare la questione meridionale, possa avere anche il suo contributo.

Infine, un’ultima cosa: poiché la richiesta di finanziamenti regionali è superiore all’offerta, temo che dovremmo ricostituire una finanziaria regionale che sia in grado di raccogliere sul mercato finanziamenti. Penso che sarà intenso il rapporto con la Banca d’Italia per capire con quali modalità e con quale gruppo di lavoro bisognerà lavorare a questa ipotesi. Sono tantissimi pronti a investire in Puglia, e hanno bisogno della garanzia della Regione per farlo in modo strutturato”.

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