Potrebbe essere definito un vero e proprio fenomeno sociale quello manifestato da ragazzi che non studiano e non lavorano, i cosiddetti NEET. I dati emersi dall’analisi di Eurostat sono molto chiari e il sud Italia ha preso il posto della Sicilia che nel 2021 era al 30,2% come ultima rispetto a tutte le regioni europee. Un 27,7% per la Campania e il 27;2% per la Calabria. Nonostante si evince dai dati un miglioramento rispetto all’anno precedente con una media europea del 10,8%, in Italia, si ha un 10,5% nella Provincia di Bolzano che supera la media e in Piemonte si ha un 17,7% e allo stesso modo nel Lazio; meglio la Lombardia con il 17,3% e l’Emilia Romagna 13,5%. Nelle Marche, Molise, Campania e Sardegna si evince un dato in calo dei NEET e nelle altre regioni, durante il periodo della pandemia, ci si trova davanti ad una situazione in netto peggioramento, in particolare in Friuli-Venezia Giulia, Provincia di Trento, Liguria, Umbria e Lombardia. Le regioni olandesi e in Svezia si hanno dati migliori con una percentuale tra il 3.5% e il 3,6%, come anche Praga e la capitale ungherese al 5.6%. Il dato che risulta il più alto di tutti è l’Italia con il 19,8%.
Nelle statistiche Eurostat mancano i dati di molte regioni tedesche, ma per avere un’idea basta guardare il dato medio, sostanzialmente fermo in Germania al 7,4%, contro il 19,8% dell’Italia, dato peggiore di tutti e in aumento dal 19% del 2020. All’estremo opposto l’Olanda e la Svezia al 5,1%.
Al fenomeno NEET, si affianca anche il declino demografico presente a livello nazionale in Italia. Ma quanto si spende per l’istruzione nei Paesi Ue? Il 2019 ha visto l’Italia spendere per il sistema scolastico meno di 8,8 miliardi di euro di risorse pubbliche che è pari al 4,1% del Pil. Ancor peggio dell’Italia, è la Spagna. Per la Svezia siamo al 7,6, la Francia al 5,35% e la Germania il 4,7. La Romania è con il 3,16%. Lussemburgo risulta tra i peggiori . Questa fotografia relativa alla spesa per l’istruzione risulterebbe strettamente collegata non solo alle risorse a disposizione, ma anche alla qualità della spesa.
Le risorse del programma Scuola nel periodo 2021-2027 ammontano a 3,8 miliardi, di cui circa 2 mld finanziati dall’Unione europea e il resto assicurato dal cofinanziamento nazionale.
Risulta assolutamente necessario investire sulle nuove generazioni per cercare di arginare il fenomeno dei ragazzi che non lavorano e che non studiano. Attraverso diverse strategie, è importante, quindi, prevenire il fenomeno “NEET” al fine di evitare di farlo diventare un problema sociale. Come obiettivo è necessario avere sempre più giovani con livelli di formazione elevati in modo che diano un contributo rilevante al sistema economico e alla società. Altro fenomeno, la fuga dei cervelli: spesso i neolaureati preferiscono trasferirsi all’estero perché non trovano supporto nelle università e nelle industrie. Stanno cambiando anche le richieste delle competenze, nelle aziende, tanto da avere difficoltà con lo stesso reclutamento. Cosa serve fare? Fare un’analisi accurata e preventiva dei fenomeni per, poi, elaborare idee e progetti, oltre ad avere qualche risorsa in più.





